mercoledì 29 marzo 2017

Non bisogna abbassare la guardia contro la violenza. Sara Rattaro con "Splendi più che puoi" contribuisce a questa causa. Nel mio piccolo ci provo pure io

Torna Sara Rattaro sul mio blog. “Splendi più che puoi”, è una lettura che a me ha fatto arrabbiare e riflettere, ma poi mi ha preso e sono arrivato alla fine in poche sere che ho dedicato a questa lettura.
“Splendi più che puoi” ti fa capire che l’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.
L’autrice, Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con  Splendi più che puoi  riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata. 
Sta per arrivare il periodo di sdraiarsi al sole: “Splendi più che puoi” è una lettura da spiaggia?
“Non saprei definire una lettura da spiaggia. Io in vacanza leggo cose diverse, spesso intense. “Splendi più che puoi” è però una storia dura e sempre attuale nonostante sia ambientata negli anni ‘90”.
Quelle che racconta sono cose che succedono, ma lei perché ha messo quel tipo di finale?
“E’ ispirato alla storia reale che ho ascoltato per scrivere il romanzo. La vera Emma, oggi, a distanza di molti anni è una donna padrona della propria vita. Certo il percorso è stato duro e difficile”. 
Lei, di sicuro si è documentata, e allora le chiedo: la vergogna fa davvero assecondare situazioni del genere?
“E’ il sentimento pubblico più difficile da gestire. Spesso per vergogna si nascondono cose molto meno gravi di quella che racconto nel romanzo. é sempre una questione personale ma il giudizio degli altri ha un'intensa attività su di noi. Dipende sempre dalla nostra educazione. Ci insegnano a fa parlare di noi, possibilmente bene”. 
Leggere questo libro è un consiglio che mi sento di dare ai lettori del mio blog. Di sicuro sarà un granellino a favore soprattutto per le donne, ma anche per tutte quelle persone che subiscono maltrattamenti, ma in Italia secondo lei come siamo messi con le leggi in questa direzione?
“In Italia le leggi ci sono. Alcune possono essere migliorate ma la situazione giuridica prevede azioni concrete. Quello che dobbiamo migliorare è l'accesso alle leggi. Denunciare è sempre l'ostacolo più grande per tantissime ragioni, di cui alcune molto personali come la paura o lo smarrimento del dopo. Inoltre, molto spesso la qualità della vita delle donne che denunciano subisce dei cambiamenti importanti. Se non si viene messe al sicuro, si vive nel terrore. Su questo credo si possa fare molto senza dover per forza trasformare le vittime in fuggiasche o in fantasmi”.
Rossano Scaccini
©Riproduzione riservata

domenica 5 marzo 2017

Magari domani resto - Lorenzo Marone ci propone un romanzo combattivo

Luce, una trentenne napoletana, vive nei quartieri spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord. Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po' d'ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare?
Torna su questo blog Lorenzo Marone, che è in libreria con un romanzo davvero combattivo “Magari domani resto”.
Una sola domanda, dopo aver letto il suo libro: come si mette ordine alla propria esistenza: secondo Luce e secondo Lorenzo Marone?
“Si prende la vita di petto e si fanno scelte coraggiose, decisione che incutono timore. Se proviamo paura, allora vuol dire che siamo sulla strada giusta. E questo lo diciamo sia io sia Luce, che la pensiamo allo stesso modo”.
Rossano Scaccini
©Riproduzione riservata


sabato 4 marzo 2017

Ragione e sentimento di Stefania Bertola un romanzo che sarà sempre attuale

“Il mio lavoro è scrivere”.
Dopo essermi presentato e formulato alcune domande in sequenza, Stefania Bertola, che è in libreria con “Ragione e Sentimento”, inizia a rispondermi, e m’incuriosisce molto la sua esposizione.  
Vive in provincia di Torino, e oltre ai suoi romanzi, scrive per la radio e per la televisione, ma soprattutto é una traduttrice. Poi, finalmente è arrivata prepotentemente alla ribalta con i suoi lavori. Traduce romanzi americani e inglesi. Nella sua vita ci sono molti gatti, tante piante ed è una tifosa di quelle “toste” della Juventus.
E cos’altro piace a Stefania Bertola?
“Tutte le sfumature del blu, guardare Sky, partite film e canale 138, ma nei giorni di Natale ero molto felice quando c’era un canale  tutto dedicato ai vecchi cartoon delle Disney”.
E adesso cosa cattura la sua attenzione?
“Sono devota al regista canadese  Xavier Dolan”.
Tornando a “Ragione e sentimento”, il libro parte dalla morte improvvisa di Gianandrea Cerrato, importante avvocato penalista, oltre a privare una moglie del marito e tre figlie del padre, ha delle conseguenze del tutto inaspettate. Da un giorno all'altro le quattro donne si trovano a dover riorganizzare la loro vita. Ed è Eleonora, la figlia maggiore, a cercare il modo di mandare avanti quella famiglia di femmine «variamente deragliate». Mentre la piccola Margherita vive in una dimensione parallela, Eleonora e Marianna sono divise da una visione opposta dell'esistenza e dell'amore: Marianna legge Shakespeare e crede nell'amore assoluto, Eleonora invece, impegnata com'è a sbarcare il lunario e ad arginare la follia collettiva, non è affatto sicura di sapere cosa sia, veramente, l'amore. Intorno a loro si muove il mondo, con le sorprese, l'allegria, l'inganno. La ragione e il sentimento. Perché quella è una delle grandi battaglie che ci tocca combattere nella vita. Non proprio a tutti, perché esistono esseri fortunati senza ragione, o senza sentimento. Ma la maggior parte di noi ne ha un po' dell'una e un po' dell'altro, e non sempre riesce a farli coesistere pacificamente. Quindi si lotta: si lotta da sempre e si lotterà per sempre, e per questo motivo tra tutti i romanzi di Jane Austen Ragione e sentimento è quello piú adatto a essere periodicamente riscritto, scagliandolo dentro il tempo e i secoli che passano.
Leggendo questo romanzo, lo collocherei fra quelli che si possono anche riprendere di nuovo fra 20  anni e sarà sempre attuale ripercorrerlo?
Sono d’accordo con lei, graize per il complimento, e spero che sia vero! D’altra parte, la storia è stata inventata 200 anni fa, e come vede è ancora attualissima”.
Sempre prendendo in prestito il suo ultimo lavoro, ma quanto si sbaglia ogni giorno nell’affrontare la vita?
“Non lo so. Tanto, a quanto pare, anche se ci sarà chi non sbaglia, o sbaglia poco.  Però mi sembra bello che ci scambiamo gli errori, che ci incoraggiamo tra noi umani, scrivendo libri, facendo film, leggendo libri, ascoltando canzoni, mettendo in comune attraverso l’arte, la musica, il teatro o anche solo due chiacchiere in coda alla posta, i nostri errori, e magari aiutando altri a evitarli, o a farli in forma più leggera. Io imparo da tutti, e se aiuto qualcuno ad affrontare diversamente certi momenti difficili evitando di trasformarli in tragedie, perché tragedie non sono, bene, allora ho fatto il mio lavoro”.
Rossano Scaccini

©Riproduzione riservata