domenica 5 maggio 2019

MAURINO HA ABBANDONATO IL GRUPPO B – SAPUTA LA NOTIZIA SONO IN PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI NEL GIARDINO DEL TIPOGRAFO


Adesso però il neo big ha bisogno di un paio di giorni di riposo. Lo stress accumulato e le troppe spinte ricevute da Loris Topini gli hanno fatto venire la febbre

Suero e Maurino entrambi big nel 2019
Per Maurino il “Giro dei Ruderi” è finito con un’altra batosta psicologica, oltre che atletica. I presenti lo hanno visto salire in vetta a Roselle con la mano sulla chiappa di Loris Topini, ma lui pensava che nessuno se ne fosse accorto e non si è trattenuto, annunciando il suo passaggio al gruppo dei big,  ma ha dovuto ammettere l'aiuto non regolamentare ricevuto e nonostante ciò è irremovibile, resta nel giro dei campioni.
Ieri, sabato, e per l’esattezza nel tardo pomeriggio il velocista-scalatore sceso dal colle ha dovuto però alzare bandiera bianca.
«Influenza — spiega il campione d’oltre Macchiascandona,   – l’’ho tirata avanti qualche giorno perché era importante fare un bel lavoro con i big che mi hanno promesso di portarmi d’ora in poi sempre con loro e così posso finalmente lasciare il gruppo B, dove quello meglio mi fa venire sonno da quanto vanno piano. Purtroppo però adesso sono sotto antibiotico, ho il naso chiuso ma la tosse sta passando. Quindi, visto il tempo, era meglio se non esageravo ieri, ma soprattutto Loris doveva stare fermo e non spingermi per farmi raffreddare in montagna. Adesso ho bisogno di stare tranquillo un paio di giorni e spero che sia tutto risolto per sabato quando ancora una volta umilierò quelli del gruppo B, ignorandoli».
«L’influenza l’ho presa in questi giorni: freddo, una sudata nelle prime salite che porta al valico delle Strette, un colpo d’aria, difese immunitarie basse per le settimane di allenamento sempre più sostenute. Comunque, se andavo con Attilio Nocciolini e Dino il tipografo, tutto questo non mi capitava».
Nell’ambiente del gruppo B, precisamente nel giardino di Dino il tipografo, è in programma una merenda-cena della vittoria. Non avere più da badare a Maurino, dopo essersi tolti di torno il Professore e il suo chirichetto è davvero un evento da festeggiare.
Qui Maurino fa un passo avanti
per non farsi fotografare assieme
a quelli del gruppo B
Rossano Scaccini
©Riproduzione riservata.
I personaggi sono veri, come i luoghi. Le storie non si allontanano dalla verità, ma c’è un po’ di sana ironia e tanta fantasia.

domenica 3 marzo 2019

ADRENALINA ALTENELANTE MA TENDENTE AL RIBASSO PER MAURINO UN ALTRO FLOP L’ALLENAMENTO DELLA DOMENICA E METTE NEL SUO CURRICULA ALTRE SONORE SCONFITTE PER COLPA DELLA MATEMATICA

Ristoro al Bozzone

Maurino se fosse il presidente del Consiglio dei Ministri le forze politiche che lo appoggiano gli chiederebbero la verifica di maggioranza, qualcosa non sta andando per il verso giusto nel suo modo di guidare il  gruppo.
Dopo il sabato da dimenticare, la domenica è andata pure peggio per il velocista-scalatore sceso dal colle.
Uno dei grossi fardelli che si porta dietro è quello di non conoscere i propri limiti. Pensa di essere un atleta di primo livello, ma non accetta che la sua levatura ciclistica è di parecchio inferiore a quanto sogna.
Solo quando riconoscerà la sua statura atletica reale e non quella virtuale vivrà meglio l’andare in bicicletta.
La sua irrequietezza ormai conclamata lo porta a non voler stare con chi lo sopporta in tutti i suoi gesti spesso pericolosi che compie a sua insaputa con il velocipede. Maurino pensa di reggere le ruote con i big, ma ci resta male e ci soffre disperatamente quando li vede andare via. Questo è quanto accade come consuetudine tutte le volte che andiamo assieme in bicicletta nei fine settimana.
Cronaca di questa domenica. Al quinto chilometro Renato Ricci, classe 1940, vincitore della volata di ieri, sabato, non ne vuole sapere di andare oltre 35 km/h e molla, mandando garbatamente a quel paese tutti quanti. Ero alla sua ruota e ci sono rimasto. Dopo di me si adegua anche Attilio Nocciolini, ma Maurino come vede sfrecciargli davanti Vincenzo Suero e Loris Topini non resiste e ci molla.
Nei pressi de Il Grilli lo vediamo venirci incontro mestamente, si mette a ruota e non fiata. Nessuno gli chiede spiegazioni. Il copione è sempre il solito. Raggiungiamo Braccagni, svoltiamo verso il passaggio a livello e trovando le sbarre abbassate. In quei minuti di attesa arriva una telefonata dell’atleta che Maurino vuole battere da sempre: Vincenzo Suero. Assieme a Loris Topini ci stanno venendo incontro.
Saputa la notizia, come le sbarre del passaggio a livello si cominciano ad alzare, Maurino parte immediatamente sfrecciando davanti a una serie di macchine che lo ammoniscono con il suono del clacson e con gesti imprecanti tutti gli stessi da parte di chi sta alla guida.
Con quel primo sprint Attilio Nocciolini mi aggiorna dall’alto della sua esperienza sulla carenza della logica matematica che Maurino sta dimostrando.
«Vedi, ancora Maurino un sa calcolare quando partire. Voleva farsi vedere da Suero e Topini che era in fuga e ora è già ultimo e oltre a essere scoppiato soffia come una locomotiva, tipo quelle che guidava quando lavorava a Piombino».
Durante la pausa caffè Maurino resta muto come un pesce a dieta. L’adrenalina si rifà viva in lui quando si presenta davanti a noi il valico delle Strette. Maurino affianca Suero e si studiano per tutto il tratto in salita.
Mancano 50 metri alla vetta e l’atleta di piazza Lampedusa teneva sul filo del rasoio quello sceso da Buriano. Si controllavano e rallentano. Ho osato e li ho staccati tutti. E questo la dice lunga su come sia concio Maurino. Perdere dal sottoscritto allo sprint è davvero la notizia del giorno.
La discesa che porta all’Ampio tutti continuano a restare in religioso silenzio. Avermi visto vincitore del GPM era un sintomo che stavo bene e che avrei dato battaglia anche all’arrivo.
Ai meno due dal traguardo riprendono le schermaglie. Parte Loris Topini con a ruota, o meglio attaccato Renato Ricci, dietro si mette prontamente Maurino. Prendono un centinaio di metri. Suero cambia rapporto e con lui ci accodiamo io e Attilio Nocciolini. A Loris gli fa male la spalla perché la presa di Renato è semplicemente ermetica e decide di staccare il motore. Maurino anche in questo caso ha calcolato male il tutto e si trova vuoto di gambe. Gli sfrecciamo davanti. La vittoria la lasciamo a Attilio Nocciolini che sta diventando da allenatore a avversario storico di Maurino.

Rossano Scaccini
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I personaggi sono veri, come i luoghi. Le storie non si allontanano dalla verità, ma c’è un po’ di sana ironia e tanta fantasia.

sabato 2 marzo 2019

ANCHE RENATO RICCI BATTE MAURINO IN VOLATA






Un sabato mattina tranquillo, solo perché al raduno di partenza decido di non partire con chi va davvero forte. Rimando di mezz’ora e mi aggrego al gruppo dei disperati.
Un inciso. Maurino e Attilio Nocciolini, vanno a riscaldarsi con i big e ci raggiungono giusto in tempo per il nostro via tutt’altro che agonistico.
Gli argomenti dei primi chilometri, la campagna, le donne che guidano disinvolte per quelle strade così strette e poi si rientra sulla “Castiglionese”.
Pausa a Grosseto per caffè e dolce, altrimenti Renato Ricci un sarebbe ripartito. Ciclabile tirata a tutta velocità da Dino il tipografo.
La correttezza deontologica mi impone di ricordare che Maurino ha tirato per cinque chilometri a 25 di media e come mette il proprio lato b sulla sedia del bar dice di essere stravolto. Risparmio gli aggettivi, tutti azzeccati, che gli sono stati affibbiati.
Raggiunto “Ponte alle Barche” passo a guidare il plotone già in forte pressione per la volata di gruppo che li attendeva sul drittone che porta all’ingresso di Castiglione e nessuno voleva stare davanti.
Maurino in forma smagliante e Attilio Nocciolini alla ripresa dopo un periodo di potature olivi si guardavano molto di sottecchi.
L’andatura sale fino a toccare i 28 scarsi davanti al Camping Etruria. Mi si affianca Maurino, ma capisce che non è il caso. Aumento l’andatura a 30 e raggiunta questa folle velocità viene allo scoperto Renato Ricci, classe 1940, stacca tutti, vince in solitario e neanche ci aspetta. Se ne va dritto a casa.
 
Rossano Scaccini
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sabato 16 febbraio 2019

CAMPIONE FAI DA TE? AHI AHI AHI CARO MAURINO – ANCHE LA GAZZETTA DELLO SPORT DI QUESTA MATTINA HA SVELATO L’ARCANO DELLA CRISI PROFONDA DEL VELOCISTA-SCALATORE SCESO DAL COLLE


Riprendono, dopo una breve pausa di metà inverno, le sfide in bicicletta sulle strade che portano a Castiglione della Pescaia. Maurino, leader storico, quest’anno conscio di aver raggiunto una certa maturità agonistica ha licenziato i suoi due allenatori: Vincenzo Suero che lo preparava per le volate e Attilio Nocciolini per gli attacchi in salita.
Al primo test del mese di febbraio però, già la Gazzetta dello Sport annuncia, come ha titolato stamattina in prima pagina, che Mauro, per noi Maurino ha un muro davanti a se da sconfiggere.
Al raduno di partenza, all’interno del parcheggio lato distributore Tamoil i più svegli stamattina hanno commentato che il quotidiano rosa aveva sbagliato il titolo con un vistoso refuso. Infatti, secondo i ciclisti locali, dopo l’articolo “Il” si doveva iniziare la parola con la “D” e  quella consonante avrebbe dato l’idea al lettore di cosa lo attendeva.
Maurino però non è uno sprovveduto. Licenziati Suero e Nocciolini, quest’anno ha abbassato il tiro, vuole battere l’architetto Stefano Giommoni. Una sfida decisamente più alla sua portata, ma da quanto è stato possibile vedere dopo il primo scontro sulla salita di Montepescali, il burianese, per battere il piandalmino dovrà davvero affidarsi alle strategie di Loris Topini, che saputa l’intenzione di Scheggia lo ha subito apostrofato a dovere arrivati nella “piana” di Braccagni dove c’è stata la pausa caffè: “Sei duro – gli ha detto a brutto muso mototopo all’atleta sceso dal colle – con te un vale la pena perderci tempo”.
Dopo questa sentenza tutto l’allenamento è stato abbastanza lineare. Loris Topini si è tolto un peso dallo stomaco e Maurino continua ad essere privo di un allenatore. 
La fredda cronaca registra che il velocista-scalatore non è arrivato in vetta a Montepescali, sull’Aurelia prova una inspiegabile fuga in solitario che ha fatto sorridere tutto il gruppo. Non sazio, sul valico delle Strette ha sbarellato tipo “Merigo” di Panariello in fase di arrivo al traguardo del gran premio della montagna andando sul lato opposto della strada finendo quasi in fossa. Poi, la ciliegina sulla torta di questo sabato mattina. Rientrando a Castiglione, avendo pietà delle sue condizioni e per non farlo andare a casa e consegnarlo alla moglie in condizioni pietose, nessuno ha osato disputare la volata. E lui cosa fa? A cento metri dall’arrivo si alza sui pedali e comincia a sculettare tipo le signore che sono al lavoro vicino alla galleria della “Querce mercata”, si porta davanti e alza una mano in segno di vittoria. Due braccia al cielo contemporaneamente non le se tirare su.
Rossano Scaccini
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domenica 27 gennaio 2019

DOPO CHE SONO USCITI I NUMERI DEL LOTTO HA STACCATO IL TELEFONO ALLE 21 NELLE VARIE RUOTE DELL’11-12-28 NON C’E’ TRACCIA –STAMANI A SCHEGGIA E’ ANDATA PURE PEGGIO – ALLA VOLATA DI VIGNA MURATA, DEI QUATTRO CHE LA AFFRONTANO LO BATTONO NELL’ORDINE: VINCENZO SUERO ATTILIO NOCCIOLINI E IL SOTTOSCRITTO – L’UNDICI LO HA IMPICCATO, OCCORRE CORREGGERE, IN PROGRAMMA UNA IMMINENTE PEDALATA A LOURDES


Andiamo per ordine.
Ieri Scheggia ha mandato messaggi whatsapp dando per certa una vincita all’otto consigliando di giocare più soldi possibile su tutte le ruote i suoi tre numeri: l’11, 12 e 28 che sono l’inizio e la fine dei nuovi “rocchetti” montati sul suo cancello allestito a albero di natale con puntale rosso. Chi è rimasto a casa ieri sera, dopo cena ha controllato su televideo, i più eruditi sull’autostrada virtuale di internet, ma dei numeri che la dea bendata aveva scelto per questo fine settimana non ne è uscito nemmeno uno  di quelli consigliati da Scheggia.
Con questo bel risultato si è presentato alla partenza stamattina, alcuni, compreso il sottoscritto, dopo le sbornie di ieri mattina, non pensava di vederlo al via dell’allenamento dell’ultima domenica di gennaio, ma qui ha dimostrato carattere. Si fa per ridere.
Del lotto e di numeri Scheggia ha visto bene di non parlarne ma con uno dei suoi due allenatori: Attilio Nocciolini, quello che lo prepara per le volate, ha pianificato il suo imminente futuro, passata la "Candelora" e il carnevale volgerà al termine, comincerà a stare di più in bicicletta, partendo almeno un’ora prima al mattino e rientrando nel pomeriggio, portandosi dietro anche il pranzo, oltre alle “chiacchierate” strane barrette e gli intrugli presenti all’interno della borraccia che essendo trasparente oggi era di colore Terra di Siena.
La parte agonistica dell'allenamento del 27 gennaio 2019. Il velocista-scalatore si fa vedere davanti prima del Lupo e poi sparisce nella “dritta” che da Braccagni porta al Bozzone.
Da buon reporter posso annotare che Vincenzo Suero non voleva aspettarlo e Attilio Nocciolini ha commentato: "Andiamo avanti così almeno oggi un ci rompe le scatole". 
Poi, ci sono sempre le anime buone che hanno avuto rispetto mettendosi davanti a tirare e allo stesso tempo rallentando l'andatura.
Come rientra Scheggia invece di ringraziare per averlo atteso, riprende con i soliti discorsi, cassetti nuovi, abat jour, muscolo flaccido, ma astutamente prende la ruota di Vincenzo Suero, scansando bruscamente sia il sottoscritto, sia il suo allenatore in seconda Attilio Nocciolini. 
Passato il podere della Baldana comincia a preparare la volata. Mette l’undici e esce a duecento metri dal traguardo, ma si pianta. Arriva quarto. Eravamo in quattro.  
Rossano Scaccini
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sabato 26 gennaio 2019

OGGI SCHEGGIA CONSIGLIA DI GIOCARE ALL’OTTO I SEGUENTI NUMERI: 11, 12 E 28

Scheggia

Era meglio il 12 o l’11 e a quando lo metto il 28?
Queste sono le domande che si sta ponendo Scheggia nella sua stanzetta al buio.
L’ultimo sabato di gennaio lo hanno  funestato di dubbi e anche di bestemmie in dialetto, dove l’io e il rospo imperversavano.
La cruda cronaca. 
Oltrepassato il “Bozzone” il velocista-scalatore si è trovato davanti ma ha contato fino a “uno” e magicamente, come sa fare solo lui, guadagna la seconda ruota. Fin qui nella norma, ma nel rettilineo che porta al bivio per Giuncarco con il braccio sinistro fa ampi gesti, come un vigile quando vuole far scorrere il traffico velocemente e si porta nella sua postazione ideale, ultima ruota a scrocco.
Alla rotonda del Lupo sparisce. Il gruppetto si ferma per aspettarlo. Non arriva. Vincenzo Suero lo chiama al telefono, sembra sia vicino a noi, ma non arriva mai. 
Ripartiamo a passo merenda per aspettarlo e ci raggiunge poco prima l’ingresso di Ribolla. Al bar compie un gesto nobile, offre il caffè, ma poi gli arriva la batosta finale.
Prima di ripartire arriva un gruppo di ciclisti grossetani e si decide di accompagnarli nel capoluogo maremmano e rientrare per la “Castiglionese”.
Sapendolo amante dell’ultima ruota non mi curo molto di Scheggia ma nella dritta del Madonnino, conoscendo le “trofee” che di solito prende, mi ero avvantaggiato e ho deciso di fermarmi per aspettare il plotoncino. Mi sfrecciano davanti e non mi è sembrato di vederlo. Vincenzo Suero si sacrifica, rallenta e rientriamo a Braccagni, ma il nostro velocista-scalatore era assente. Di chiedere informazioni non ce la facevo. Per me si andava troppo forte e ho stretto i denti. I 47 km/h sull’Aurelia mi mancavano.
Rientriamo a Castiglione con il mio computerino che mi segnala un nuovo record. Cotto a puntino sono rientrato a casa stanco, ma se avessi avuto l’11 avrei staccato Suero oggi. Scheggia ha perso un’occasione. A Macchiascandona il campione di piazza Lampedusa era visibilmente provato.
Rossano Scaccini
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sabato 19 gennaio 2019

VINCENZO SUERO: “SE PROPRIO LO DEVO ALLENARE DI NUOVO IO, LO PRENDO, MA NE FACEVO VOLENTIERI A MENO”

da sinistra: Vincenzo Suero e Scheggia


Tutto avviene in meno di 30 secondi.
Alle 8:59 di stamattina sabato 19 gennaio, Attilio Nocciolini affianca Vincenzo Suero prima di prendere il via dell’allenamento e gli dice a brutto muso: «Da oggi te lo "rialleni" te Scheggia. Un faccio vita. Mi telefona pure alle 11 di notte per chiedermi i consigli. Io al mattino mi alzo alle 5 per andare a lavorare e sai quanto me ne frega dei muscoli di quello lì, poi ora vuole una tabella per andare forte in primavera, gli ho proposto di farsi delle scorpacciate di baccelli».
Vincezo Suero, che è un buono di natura come lo è Attilio Nocciolini, ma soprattutto pensionato nel vero senso della parola, sa che a quella supplica non può controbattere e  accetta l’imposizione.
L’allenamento giornaliero dei fedelissimi ex Gruppo B prende il via con una novità, ci accodiamo ai big presenti a quell’ora. Mancava mototopo e Suero, arrivati nel cuore di Roselle, non avendo la batteria come garanzia per rientrare se staccato, declina l’invito di raggiungere Campagnatico con i più agguerriti e continua con noi, quelli senza speranze.
Attilio Nocciolini
l'ex allenatore di Scheggia
 
Per la cronaca, Scheggia viene fuori sul cavalcavia che precede il centro etrusco grossetano e poi si rimette dietro. Poi, oltraggiosamente, come fa il suo mentore che abita poco fuori Castiglione e sta parecchio antipatico a tutti, in uno strappetto di poche centinaia di metri dove stavo tirando il gruppo, mi passa davanti e allunga, ma viene umiliato da tutti i presenti. Questa prima o poi la paga e non ci vorrà tanto per fargliela scontare. Prima Suero, poi Attilio Nocciolini e adesso di nuovo Vincenzo Suero hanno cercato di fargli capire il galateo di questo sport, anche con dei disegni e grafici, ma è stato solo tempo perso.
Dopo la pausa caffè non cambia tattica. Scheggia continua a fare il succhia ruote, poi parte per la volata finale e come è andata? A Siena dicono "meglio ultimi che secondi".

Rossano Scaccini
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